Le disabilità invisibili, o non visibili, sono condizioni, patologie o disabilità che non risultano immediatamente riconoscibili dall’aspetto esteriore della persona.
Possono influire, in modo continuo o intermittente, sull’energia, sulla concentrazione, sulla comunicazione, sulla mobilità, sull’elaborazione delle informazioni o sulla gestione di situazioni complesse.
Non esiste un dato globale unico che quantifichi esclusivamente le disabilità non visibili, perché le rilevazioni internazionali misurano la disabilità nel suo insieme e non sempre la sua apparente visibilità.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel mondo 1,3 miliardi di persone, circa il 16% della popolazione, una persona su sei, vivano con una disabilità.
L’80% di tutte le disabilità è invisibile.
Per questo ascolto, rispetto e disponibilità a offrire supporto senza chiedere spiegazioni diventano essenziali.
L’Hidden Disabilities Sunflower è un simbolo internazionale, nato nel 2016 all’aeroporto di Gatwick, che consente a una persona di segnalare volontariamente di vivere una disabilità, una condizione o una patologia non immediatamente evidente. Indossarlo non significa dichiarare una diagnosi, ma comunicare che potrebbe essere utile ricevere più tempo, comprensione o supporto.
Il movimento è oggi una rete globale presente in molti settori, dai trasporti al commercio, dalla sanità all’istruzione, dalle istituzioni finanziarie agli eventi culturali e sportivi. Nel solo settore del trasporto aereo, il network indica una presenza in 350 aeroporti di 70 Paesi e presso 31 compagnie aeree.
Essere Sunflower-friendly non significa limitarsi a distribuire un laccetto: significa formare le persone, usare un linguaggio appropriato, rendere più accessibili procedure e comunicazioni e imparare a offrire aiuto senza invadere la sfera personale. Il Sunflower apre un dialogo, ma non sostituisce l’ascolto: ogni persona può avere bisogni diversi e deve restare libera di scegliere se, come e quando comunicarli.
Per le aziende e le organizzazioni, aderire a questa cultura significa migliorare l’esperienza di lavoratori, clienti e visitatori, rafforzare l’inclusione e creare contesti nei quali le persone possano sentirsi riconosciute senza essere obbligate a spiegare la propria condizione. Il programma Sunflower collega questi obiettivi a formazione, consapevolezza e a un ambiente più accogliente, con possibili effetti positivi su attrazione, retention e supporto di una forza lavoro diversificata.
Come Sunflower Ambassador, contribuisco a diffondere una cultura dell’ascolto, dell’accoglienza e della partecipazione per le persone con disabilità non visibili.
Il mio ruolo è far conoscere il significato del Sunflower e aiutare aziende, organizzazioni e comunità a trasformarlo in comportamenti concreti, rispettosi e realmente inclusivi.
